Il processo di maturazione storica e culturale, tuttora in atto nella nostra società, ha reso possibile l'emancipazione della donna e la presa di coscienza dei suoi diritti all'interno della società e della famiglia, consentendo anche una crescente sensibilizzazione verso il problema della violenza sulle donne.
La percezione della collettività rispetto alle cause della violenza verso le donne è varia: la si attribuisce maggiormente alla diffusione di alcuni comportamenti della donna come uscire da sola di sera o vestire in modo vistoso e meno al modo in cui, nella nostra società, il potere è diviso tra i due sessi; invece, occorrerebbe tenere ben saldo il principio che la violenza non è mai giustificabile con il comportamento di chi la subisce e restituire alla donna un ruolo di vittima, ovvero di non responsabilità rispetto all’accaduto, per puntare l'attenzione sulla violenza come ingiusta lesione di un diritto la cui responsabilità ricade interamente sull'autore della violenza.
La violenza intrafamiliare, intesa come continuata violenza psicologica, maltrattamenti fisici, molestie e in molti casi anche violenza sessuale, è la meno riconosciuta dalla donna e dal contesto sociale.
Oltretutto, la violenza esercitata sulle donne all'interno della famiglia risulta essere, nel pensiero comune, difficilmente nominabile e definibile, in quanto contraddice le fondamenta su cui si basa la nostra immagine di famiglia come luogo di relazioni affettive privilegiate di affidamento, cura e protezione reciproca. Tuttavia la violenza all'interno delle mura domestiche è un fenomeno in crescita che non è sempre facile da rilevare. Infatti, negli ultimi anni le denunce di violenza sessuale e di maltrattamenti fisici e psicologici nell’ambito familiare sono praticamente raddoppiate. Inoltre, moltissimi incidenti con lesioni gravi, denunciati come incidenti domestici, riguardano invece violenze e maltrattamenti nell’ambito familiare.
A fronte di un disagio sommerso e difficilmente arginabile con le sole forze repressive, emerge la quasi totale assenza di spazi e servizi destinati ad accogliere le richieste di aiuto e ad attivare specifici interventi sia in emergenza (accoglienza, protezione, aiuto materiale) che in vista di un recupero dell’identità personale e sociale delle donne che hanno subito violenza (sostegno psicologico, recupero dell’identità sociale).
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